Articoli con tag oneida

C01 – Hot Water Noise

Inauguriamo la sezione delle compilations con questa Hot Water Noise (Rumore per Organi Caldi), composta di musica cattiva e violenta, veloce ma anche no, tribale quando necessario, potente sempre e comunque!

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Copons’ top 10 records of 2009

Cosa dire per introdurre la mia classifica del 2009?
Potrei spendere qualche parola per giustificare il mese e mezzo di ritardo, ma cavolo, avevo troppi album che volevo metterci, e la scrematura è stata un’operazione lunghissima e faticosissima, sebbene piacevole.
E alla fine, non senza dubbi e ripensamenti dell’ultim’ora, questa è la mia personale classifica del 2009. Spero sarà di vostro gradimento!

# Copertina Autore Album Etichetta

1

The Flaming Lips

Embryonic

Warner Bros.

2

Vic Chesnutt

At the Cut

Constellation

3
The Hunches
Exit Dreams
In the Red
4 The xx xx
Young Turks
5 Pontiak Maker Thrill Jockey
6 Mos Def The Ecstatic Downtown
7 Oneida Rated O
Jagjaguwar
8 Neon Indian Psychic Chasms Lefse
9 Antipop Consortium Fluorescent Black Big Dada
10 Uochi Toki Libro Audio La Tempesta

Fuori classifica:

Edda – Semper Biot [Niegazowana]
The Flaming Lips – The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon [Warner Bros.]

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Oneida – Rated O

Autore Titolo Anno Etichetta Genere Provenienza
Oneida Rated O 2009 Jagjaguwar Noise Rock / Experimental Rock New York City, USA

A più di 10 anni dalla loro nascita, gli Oneida, da Brooklyn, pubblicano Rated O, un triplo album spettacolare e incredibilmente intenso e riassuntivo di tutte le influenze e passioni della musica del gruppo, dal krautrock ai riff talmente ripetitivi che spazientirebbero un santo.
Il primo disco è il più crossover di tutti, nel senso che mescola sapientemente decine, centinaia di generi (noise, elettronica, dub e dancehall, ecc.), e mette in risalto l’anima sperimentale del gruppo.
Il secondo è più noise (impossibile non pensare ai Liars, con cui peraltro gli Oneida hanno condiviso uno splendido split, Atheists, Reconsider), e avvicina l’ascoltatore al tipico sound dei loro live, con poca produzione e tanto rock duro e puro.
Il terzo è l’anima jam degli Oneida, psichedelica e atmosferica come non mai, volendo trascurabile ma non si può non concedere una parte di cazzeggio dopo un lavoro di questo calibro.
Tre dischi che con scioltezza avrebbero potuto pubblicare separatamente e nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire, ma la sempre crescente ambizione degli Oneida non accetta compromessi.

8.5 / 10

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