Un anno davvero musicalmente intenso il mio. Pieno di nuove scoperte e di vecchie fiamme tornate alla ribalta e di cose che non mi piacevano e invece adesso non posso più farne a meno.

Questa è la lista dei miei 10 brani del 2009 e a seguire un breve commento per ogni pezzo scelto.

# Copertina Autore Titolo Album

1

Vic Chesnutt

Coward

At the Cut

2

Dinosaur Jr.

Plans

Farm

3
The Flaming Lips
Convinced of the Hex
Embryonic
4 Phoenix Lisztomania
Wolfgang Amadeus Phoenix
5 The xx Crystalised xx
6 Bibio Haikuesque (When She Laughs) Ambivalence Avenue
7 Animal Collective Summertime Clothes Merriweather Post Pavilion
8 Burial / Four Tet Moth Moth / Wolf Cub
9 Zu Obsidian Carboniferous
10 Mos Def Life in Marvelous Times The Ecstatic

10.    Mos Def – Life in Marvelous Times

Il 2009 per me è stato un anno particolarmente contraddistinto dall’hip-hop. Purtroppo 10 posizioni sono troppo poche e tra tutti i tagli che ho dovuto fare, l’hip hop è stato proprio il più colpito.
E tra tutti i brani in lizza, ho scelto il più divertente di tutti.
E sì, anche perché Mos Def mi sta simpatico.
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9.    Zu – Obsidian

È punk? È jazz? È metal?
Nessuno di loro eppure tutti insieme.
Degli Zu, gruppo di Ostia (RM) ormai riconosciuto a livello internazionale per le sue immense collaborazioni (Mike Patton su tutti) e che quest’anno è uscito con il loro capolavoro definitivo, si potrebbe prendere qualsiasi pezzo e andrebbe ugualmente bene.
Ma i cambi di ritmo violentissimi, il groove vagamente etnico e i suoni pesantemente stoner di Obsidian me la fanno preferire a tutte le altre.
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8.    Burial / Four Tet – Moth

Lo split di Burial e Four Tet è stato un bel mistero. Split? Collaborazione? Chi ha fatto cosa? Non si sa.
Quello che si sa è che Moth è il suono dello spleen urbano, la colonna sonora dell’aspettare l’autobus sotto la pioggia, il cielo nero, in sottofondo lo scroscio delle macchine che passano sull’acqua, in giro gente di malumore che brandisce ombrelli di colori spenti.
Un brano da ascoltare rigorosamente soli, in cuffia, in mezzo alla città.
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7.    Animal Collective – Summertime Clothes

L’estate 2009 non può che essere stata caratterizzata dall’ultimo disco degli Animal Collective, anche se è uscito a gennaio. O almeno lo è stata per me che a luglio li ho visti dal vivo.
L’album che li ha fatti conoscere e apprezzare anche dai più scettici, a me è sembrato un po’ pallido e faticoso. Ma non posso negare che contenesse brani eccezionali come, appunto, la divertentissima e solare Summertime Clothes. Impossibile resistere al suo ritmo!
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6.    Bibio – Haikuesque (When She Laughs)

La metà indie di Ambivalence Avenue trova il suo apice nella piccola e fragile Haikuesque, basata su un haiku (strano eh?).
E come tutto gli haiku fatti bene, il testo poetico ed evocativo è una minuscola gemma onirica.
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5.    The xx – Crystalised

Uno dei miei dischi preferiti dell’album e un brano emblematico dell’esordio degli xx.
Dolcezza, intimità, sensualità, e le due voci maschile-femminile che si inseguono e si intrecciano.
Ideale per le serate invernali malinconiche, con i termosifoni/caminetti accesi a palla e il gelo fuori.
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4.    Phoenix – Lisztomania

Al quarto posto un pezzo pop che più pop non si può.
Ma in culo a chi pensa che la musica debba essere tutta pesa e impegnata, quando invece in giro ci sono piccoli capolavori puliti, divertenti e incalzanti come questa Lisztomania.
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3.    The Flaming Lips – Convinced of the Hex

Qui c’è poco da dire.
Questo pezzo è tratto da un disco che nella sua edizione limitata (di cui sono un fortunato possessore) è ricoperto di peli.
E sul sito della Warner, certa gente invece di gioire perché il mondo dei Flaming Lips è più colorato di quello che ci vuole far credere la società, chiedeva adirata se quel pelo fosse sintetico o di animali veri.
Per quanto mi riguarda, fosse di animali veri, quegli animali sarebbero morti col sorriso per servire a un proposito di tale immensità.
Ah, per quanto riguarda il pezzo: è psichedelia mista a distorsioni, stonature e altre cose che rendono il tutto flashante e allegro!
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2.    Dinosaur Jr. – Plans

Dopo essere tornati insieme per Beyond di due anni fa, Mascis e Barlow dimostrano, per me grazie a questo pezzo, che non contano gli attriti del passato e l’età che avanza. Se l’anima è rock fino in fondo, se si vive con una chitarra, si possono ancora creare pezzi intensi e stupendi come questo.
Sintesi dello stile dei Dinosaur Jr., malinconica ma non depressa, e con quegli assoli imperfetti e incessanti e splendidi.
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1.    Vic Chesnutt – Coward

Molti di voi non lo conosceranno, quindi per far capire il senso di questa canzone, devo necessariamente fare una breve spiegazione.
Vic Chesnutt rimane tetraplegico da giovanissimo a seguito di un incidente d’auto che lo lascia sulla sedia a rotelle impossibilitato a muovere altro se non le sue mani. Si getta nella musica dove sfoga tutta la sua rabbia, la sua frustrazione e la sua disperazione, finché viene notato da Michel Stipe dei R.E.M. che gli permette di raggiungere il (meritato) successo, per quanto in un pubblico di nicchia.
Dopo qualche anno, torna nell’oscurità delle etichette indipendenti e il 25 dicembre 2009 muore suicida dopo aver affermato che le royalties derivate dal periodo “major” non gli erano più sufficienti per le spese mediche necessarie.
Sopraffatto da tutto, muore, lasciando come testamento un album incredibile, At the Cut.
Ora immaginate.
Qualche giorno dopo Natale, cammino per la strada con At the Cut al massimo nelle cuffie. Giro l’angolo mentre Vic urla “I’M A COWARD” e vedo una sedia a rotelle. Così, ferma in mezzo alla strada. Nessuno sopra, nessuno nei paraggi.
Sola.
Vuota.
E Vic che urla la sua disperazione nelle mie orecchie.
Commovente.
Video (YouTube)

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