When you try you will see
When you fail you will beWorm Mountain
| Autore | Titolo | Anno | Etichetta | Genere | Provenienza |
|---|---|---|---|---|---|
| The Flaming Lips | Embryonic | 2009 | Warner Bros. | Psychedelic Rock | Oklahoma City, USA |
Uno dal nuovo album di una band dalla più che ventennale esperienza, beh uno si aspetterebbe delle sonorità consolidate, cose già sentite ma cresciute, evolute. Uno si aspetterebbe la maturazione, e in fondo sarebbe pure lecito.
Invece la prossima volta che un gruppo di vecchia data uscirà con un nuovo disco, e questo disco sarà loffio, stanco, invecchiato, e qualcuno dirà: “È maturo”, io gli risponderò: “Eh, il cazzo. Ascolta Embryonic dei Flaming Lips, e dimmi dove sta scritto che un gruppo dopo 25 anni di carriera debba uscire con un disco aperte virgolette maturo chiuse virgolette”.
Qui stiamo parlando del gruppo pop psichedelico più importante degli ultimi 30 anni. Un gruppo che è sempre andato avanti suonando ciò che gli pareva, toccando grandi vette e anche inciampando, perché è inevitabile che correndo su una strada sconosciuta verso una meta sconosciuta, ci possano essere delle cadute.
Poi si arriva agli anni 2000 e i suoni diventano perfetti, elaboratissimi, plasticosi ma mai fastidiosi, gli arrangiamenti studiati e rifiniti al massimo. Yoshimi Battles the Pink Robots e At War with the Mystics.
Come detto all’inizio, dopo questi album sarebbe stato lecito aspettarsi un altro disco dai suoni perfetti, un altro disco della maturità.
E invece i The Flaming Lips se ne fregano e dopo una serie di session casuali, escono fuori dai canoni battuti nei due album precedenti e decostruiscono qualsiasi cosa possa essere uscito da lì.
Embryonic è la rimozione dalla loro musica di tutto ciò che possa ricordare la pulizia.
Dentro c’è distorsione, voce-chitarra-basso-batteria-effetti. Tutto è distorto e bene così.
Dentro c’è viaggio, basta chiudere gli occhi e forme e colori psichedelici compaiono immediatamente nel buio dietro le palpebre e mutano a ritmo con le sferzate di rumore.
Dentro c’è oscurità e inquietudine, perché i suoni sono sempre cupi e spaventosi e quasi mai è possibile cogliere echi della gaiezza dei due album precedenti.
Dentro c’è voglia di sperimentare, di non fermarsi e in generale di divertirsi, ed è evidente in I Can Be a Frog, con una Karen O (Yeah Yeah Yeahs) al telefono che fa i versi degli animali nominati da Wayne Coyne.
Ma questi sono i Flaming Lips.
12 anni dopo il loro primo quadruplo album Zaireeka, ecco Embryonic, il loro primo doppio.
23 anni dopo il loro esordio, dopo aver attraversato qualsiasi genere musicale, ecco Embryonic, un disco che potrebbe essere stato scritto da un esordiente vorace di sperimentazioni e nuove sonorità.
Ecco i Flaming Lips.
9 / 10
| Disco 1 | # | Titolo | Disco 2 | # | Titolo | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Convinced of the Hex | 1 | The Ego’s Last Stand | |||
| 2 | The Sparrow Looks Up at the Machine | 2 | I Can Be a Frog | |||
| 3 | Evil | 3 | Sagittarius Silver Announcement | |||
| 4 | Aquarius Sabotage | 4 | Worm Mountain | |||
| 5 | See the Leaves | 5 | Scorpio Sword | |||
| 6 | If | 6 | The Impulse | |||
| 7 | Gemini Syringes | 7 | Silver Trembling Hands | |||
| 8 | Your Bats | 8 | Virgo Self-Esteem Broadcast | |||
| 9 | Powerless | 9 | Watching the Planets |

#1 da Copons il 8 gennaio 2010 - 22:08
Cita
Post scriptum 1: il fatto che ho etichettato Embryonic come capolavoro non è tanto per il suo valore musicale quanto perchè la sua edizione limitata è ricoperta di peli.
Post scriptum 2: Wayne Coyne è identico a Donadoni.
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