Io e te, io e te
Tu vieni solo per uccidere
Ammazzami, se ci riesci, finiscimiIo e Te
| Autore | Titolo | Anno | Etichetta | Genere | Provenienza |
|---|---|---|---|---|---|
| Edda | Semper Biot |
2009 | Niegazowana | Indie Rock / Alternative Rock | Milano, Italia |
Doverosa premessa:
Scrivere una recensione negativa o mediocre o discreta (diciamo, in voti, da 0 a 8) è facilissimo: ci si limita a descrivere pro e contro, magari una rapida sintesi della carriera dell’artista e via.
Scrivere una recensione molto positiva (da 8.5 in su) per un album di anni fa è ugualmente facile: si hanno molti riferimenti e spunti da poter prendere e si sa già il mondo come la pensa, quindi non ci si espone a brutte figure.
Ma quando si da del capolavoro a un album appena uscito, allora i rischi sono tantissimi e i tentennamenti idem.
Sono passati mesi dall’uscita di questo album, e io l’ho sentito a cadenza regolare almeno una volta a settimana, a volte di più. E ogni volta mi dicevo: “Gli dò 10, cazzo”, poi me lo rimangiavo, proprio per evitare figuracce.
Ma ad ogni ascolto la voglia di assegnare la perfezione al disco aumentava e aumentava.
E alla fine mi sono deciso a dargli 9.5. Ma solo perché voglio riservarmi la possibilità di cambiare il voto fra qualche tempo… :D
Dopo tredici anni di buio e dimenticanza, di eroina e riabilitazione, di lontananza dalle scene e ritorno da muratore, arrivano su YouTube dei filmati di un vecchio cantante, Stefano “Edda” Rampoldi, relativamente famoso negli anni ‘90 per il suo gruppo rock, i Ritmo Tribale.
Quei pezzi, intimi e intensi, si fanno notare dall’etichetta indipendente Niegazowana, e alla fine esce il disco, Semper Biot.
Edda, fragile, canta o per meglio dire recita le sue intime ferite, la sua vita sconvolta, le sue crisi religiose, la sua sessualità, la tossicodipendenza e il perdersi all’Ikea.
Su uno sfondo di chitarra acustica e di minimalistici violini e synth, la sua voce assurda e complicata, così fastidiosa e difficile da apprezzare nei primi ascolti, si dipana struggente attraverso le storie narrate dell’album.
Usa una poetica frammentaria e tagliente, allegorica e onirica, ironica e oscura, che si integra perfettamente con lo stile di Semper Biot.
La timidezza di Edda è palpabile, reale come i temi trattati, e allo stesso tempo è sfuggente, sovrastata da dolcezza e rabbia, e da qualsiasi altra emozione possibilie nella gamma emotiva di un uomo dalle analoghe esperienze.
La potenza di questo album è proprio nello svelamento di tutte le debolezze più interiori e nascoste, il doloroso realismo comunicato, la verità trasudata, la sincerità espressa da Edda, il suo mettersi a nudo (“per semper biot”, cioè “per sempre nudo” in milanese).
L’unica nota dolente, se così può essere chiamata, è il grande sforzo necessario ad approcciare Semper Biot.
Oltre alla mia esperienza personale, la maggior parte dei commenti relativi all’album sono proprio di disappunto e perplessità per i primi ascolti, e di amore incondizionato dopo qualche settimana.
Il fatto è che il minimalismo della musica e l’atipicità della voce di Edda sono un grosso ostacolo potenzialmente per chiunque. Ma se si ha la fortuna di rimanerne comunque attratti e si continua ad ascoltare l’album, alla fine sarà impossibile non innamorarsene.
9.5 / 10
| # | Titolo | # | Titolo | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Io e Te | 7 | Amare Te | |||
| 2 | Milano | 8 | Bella come la Luna | |||
| 3 | Scamarcio | 9 | Organza | |||
| 4 | L’Innamorato | 10 | Fango di Dio | |||
| 5 | Snigdelina | 11 | Hey Suorina | |||
| 6 | Yogini | 12 | Per Semper Biot |
