C02 – The Bloody Valentine

Seconda tornata di compilations per questo mix valentiniano di brani tristi, oscuri e depressi, di amori mai avuti, mai espressi, perduti e che mai torneranno.

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C01 – Hot Water Noise

Inauguriamo la sezione delle compilations con questa Hot Water Noise (Rumore per Organi Caldi), composta di musica cattiva e violenta, veloce ma anche no, tribale quando necessario, potente sempre e comunque!

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Copons’ top 10 records of 2009

Cosa dire per introdurre la mia classifica del 2009?
Potrei spendere qualche parola per giustificare il mese e mezzo di ritardo, ma cavolo, avevo troppi album che volevo metterci, e la scrematura è stata un’operazione lunghissima e faticosissima, sebbene piacevole.
E alla fine, non senza dubbi e ripensamenti dell’ultim’ora, questa è la mia personale classifica del 2009. Spero sarà di vostro gradimento!

# Copertina Autore Album Etichetta

1

The Flaming Lips

Embryonic

Warner Bros.

2

Vic Chesnutt

At the Cut

Constellation

3
The Hunches
Exit Dreams
In the Red
4 The xx xx
Young Turks
5 Pontiak Maker Thrill Jockey
6 Mos Def The Ecstatic Downtown
7 Oneida Rated O
Jagjaguwar
8 Neon Indian Psychic Chasms Lefse
9 Antipop Consortium Fluorescent Black Big Dada
10 Uochi Toki Libro Audio La Tempesta

Fuori classifica:

Edda – Semper Biot [Niegazowana]
The Flaming Lips – The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon [Warner Bros.]

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Copons’ top 10 tracks of 2009

Un anno davvero musicalmente intenso il mio. Pieno di nuove scoperte e di vecchie fiamme tornate alla ribalta e di cose che non mi piacevano e invece adesso non posso più farne a meno.

Questa è la lista dei miei 10 brani del 2009 e a seguire un breve commento per ogni pezzo scelto.

# Copertina Autore Titolo Album

1

Vic Chesnutt

Coward

At the Cut

2

Dinosaur Jr.

Plans

Farm

3
The Flaming Lips
Convinced of the Hex
Embryonic
4 Phoenix Lisztomania
Wolfgang Amadeus Phoenix
5 The xx Crystalised xx
6 Bibio Haikuesque (When She Laughs) Ambivalence Avenue
7 Animal Collective Summertime Clothes Merriweather Post Pavilion
8 Burial / Four Tet Moth Moth / Wolf Cub
9 Zu Obsidian Carboniferous
10 Mos Def Life in Marvelous Times The Ecstatic

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PennyLane’s best 10 tracks for 2009

# Copertina Autore Titolo Album

1

White Lies

Death

To Lose My Life…

2

Giorgio Canali & Rossofuoco

Tutti gli Uomini

Nostra Signora della Dinamite

3
Afterhours
Il Paese È Reale
Afterhours Presentano: Il Paese È Reale (19 Artisti per un Paese Migliore)
4 The Pains of Being Pure at Heart Everything with You
The Pains of Being Pure at Heart
5 Editors Papillon In This Light and On This Evening
6 Coldplay Viva la Vida Viva la Vida or Death and All His Friends
7 The Dead Weather Treat Me Like Your Mother Horehound
8 The Killers Human Day & Age
9 Girls Hellhole Race Album
10 Katy Perry Hot N Cold One of the Boys
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Best records on Polythene Pam’s player in 2009

Gli album che hanno cambiato il mio modo di ascoltare, di capire, di scegliere la musica, aprendo una e mille strade, splendide e sconosciute, in attesa di essere esplorate.
Un anno musicalmente indimenticabile.

# Copertina Autore Album Anno

1

Dirty Three

Ocean Songs

1998

2

The Smashing Pumpkins

Mellon Collie and the Infinite Sadness

1995

3
King Crimson
Islands
1971
4 David Bowie Low 1977
5 The Cure Pornography 1982
6 Nine Inch Nails The Downward Spiral 1994
7 Arcade Fire Funeral 2004
8 Port Royal Dying in Time 2009
9 Interpol Turn On the Bright Lights 2002
10 Wilco Sky Blue Sky 2007
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Jay Reatard R.I.P. 13-01-2009

Ieri è morto Jimmy Lee Lindsay, in arte Jay Reatard, 29 anni. Ancora non si sanno le cause della morte, ma si è spento nel sonno ieri notte.

Pochi lo conoscevano, ma il suo primo album solista, Blood Visions (2006, In the Red) è stata una delle più belle sorprese musicali che abbia mai ascoltato.

Il suo era un garage rock fresco, caciarone e divertente. Se non vi è mai capitato di ascoltare nulla di suo, forse questo è il momento giusto per farlo, con un po’ di commozione pensando a quanto ancora avrebbe potuto dare alla musica.

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Best tracks on Polythene Pam’s player in 2009

Questa non è solo una classifica, ma soprattutto un diario che mi descrive in quest’arco di tempo, perfettamente, con le note.
Non c’è altro da dire, sono le canzoni a parlare di me e per me.

# Copertina Autore Titolo Album Anno

1

David Bowie

The Hearts Filthy Lesson

1. Outside

1995

2

The Cure

Plainsong

Disintegration

1989

3
Dirty Three
I Really Should Have Gone Out Last Night
Whatever You Love, You Are
2000
4 Arcade Fire Neighborhood #1 (Tunnels)
Funeral 2004
5 Interpol Obstacle 1 Turn On the Bright Lights 2002
6 Death Cab for Cutie Passenger Seat Transatlanticism 2003
7 Yeah Yeah Yeahs Heads Will Roll It’s Blitz! 2009
8 The Black Heart Procession It’s a Crime I Never Told You About the Diamonds in Your Eyes 2 1999
9 Tortoise Glass Museum Millions Now Living Will Never Die 1996
10 Passion Pit Moth’s Wings Manners 2009
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The Hunches – Exit Dreams

Autore Titolo Anno Etichetta Genere Provenienza
The Hunches Exit Dreams
2009 In the Red Garage Rock Portland, USA

Se è vero ciò che disse qualcuno di cui non ricordo il nome che, quando uscì The Velvet Underground & Nico pochi lo comprarono, ma tutti quelli che lo fecero avrebbero fatto parte di un gruppo musicale, se è vero ciò, i The Hunches sono sicuramente figli di qualcuno che comprò quel disco.
In Exit Dreams ci sono chiari riferimenti ai Velvet Underground (la voce alla Lou Reed, le ripetizioni ossessive e ultra distorte), ma anche all’hardcore punk statunitense degli anni ‘80 e anche al gusto melodico dei Pixies.
Tolto ciò, non so proprio che altro dire per farvelo piacere…

8 / 10

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The Flaming Lips – Embryonic

When you try you will see
When you fail you will be

Worm Mountain

Autore Titolo Anno Etichetta Genere Provenienza
The Flaming Lips Embryonic 2009 Warner Bros. Psychedelic Rock Oklahoma City, USA

Uno dal nuovo album di una band dalla più che ventennale esperienza, beh uno si aspetterebbe delle sonorità consolidate, cose già sentite ma cresciute, evolute. Uno si aspetterebbe la maturazione, e in fondo sarebbe pure lecito.
Invece la prossima volta che un gruppo di vecchia data uscirà con un nuovo disco, e questo disco sarà loffio, stanco, invecchiato, e qualcuno dirà: “È maturo”, io gli risponderò: “Eh, il cazzo. Ascolta Embryonic dei Flaming Lips, e dimmi dove sta scritto che un gruppo dopo 25 anni di carriera debba uscire con un disco aperte virgolette maturo chiuse virgolette”.

Qui stiamo parlando del gruppo pop psichedelico più importante degli ultimi 30 anni. Un gruppo che è sempre andato avanti suonando ciò che gli pareva, toccando grandi vette e anche inciampando, perché è inevitabile che correndo su una strada sconosciuta verso una meta sconosciuta, ci possano essere delle cadute.
Poi si arriva agli anni 2000 e i suoni diventano perfetti, elaboratissimi, plasticosi ma mai fastidiosi, gli arrangiamenti studiati e rifiniti al massimo. Yoshimi Battles the Pink Robots e At War with the Mystics.
Come detto all’inizio, dopo questi album sarebbe stato lecito aspettarsi un altro disco dai suoni perfetti, un altro disco della maturità.
E invece i The Flaming Lips se ne fregano e dopo una serie di session casuali, escono fuori dai canoni battuti nei due album precedenti e decostruiscono qualsiasi cosa possa essere uscito da lì.

Embryonic è la rimozione dalla loro musica di tutto ciò che possa ricordare la pulizia.
Dentro c’è distorsione, voce-chitarra-basso-batteria-effetti. Tutto è distorto e bene così.
Dentro c’è viaggio, basta chiudere gli occhi e forme e colori psichedelici compaiono immediatamente nel buio dietro le palpebre e mutano a ritmo con le sferzate di rumore.
Dentro c’è oscurità e inquietudine, perché i suoni sono sempre cupi e spaventosi e quasi mai è possibile cogliere echi della gaiezza dei due album precedenti.
Dentro c’è voglia di sperimentare, di non fermarsi e in generale di divertirsi, ed è evidente in I Can Be a Frog, con una Karen O (Yeah Yeah Yeahs) al telefono che fa i versi degli animali nominati da Wayne Coyne.

Ma questi sono i Flaming Lips.
12 anni dopo il loro primo quadruplo album Zaireeka, ecco Embryonic, il loro primo doppio.
23 anni dopo il loro esordio, dopo aver attraversato qualsiasi genere musicale, ecco Embryonic, un disco che potrebbe essere stato scritto da un esordiente vorace di sperimentazioni e nuove sonorità.
Ecco i Flaming Lips.

9 / 10

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